Ranking mondiale delle Università: il Politecnico di Milano è il 1° d’Italia!

16.09.2015

Non arrivano buone notizie per gli atenei italiani, dalla dodicesima edizione del QS World University Ranking, graduatoria stilata annualmente dalla QS (Quacquarelli Symonds): la loro posizione nella classifica mondiale si riconferma infatti nelle retrovie.

Si salva solo il Politecnico di Milano, che per la prima volta rappresenta l’Italia tra le prime 200 università al mondo, classificandosi al 187° posto.

“Sono soddisfatto dell’ottimo risultato ottenuto dal Politecnico a livello mondiale – commenta il rettore Giovanni Azzone – segno dell’efficacia del nostro modello formativo e della qualitĂ  della ricerca. Se poi potessimo allineare il nostro rapporto studenti/docenti con quello delle migliori universitĂ  internazionali guadagneremmo automaticamente un centinaio di posizioni. Purtroppo non possiamo reclutare nuovi docenti per i vincoli di legge e troviamo ingiusto ridurre il numero degli studenti dato che il politecnico garantisce oggi alti tassi occupazionali”.

Senza grosse sorprese, per il quarto anno consecutivo, il Mit (Massachusetts Institute of Technology) si riconferma al primo posto, seguito da vicino da Harvard, Cambridge e Stanford.

Va comunque segnalato che i deludenti risultati ottenuti dai nostri atenei, sono anche dovuti ai cambiamenti  nei criteri di valutazione adottati da QS: in questa edizione infatti si è deciso di ridistribuire in maniera uguale il peso delle citazioni scientifiche tra le 5 macro-aree di studio. Questo livellamento ha danneggiato enormemente l’influenza delle universitĂ  incentrate su settori come la ricerca medica, che in Italia rappresentano sicuramente un punto di forza e un motivo di orgoglio a livello mondiale.

Un elemento positivo, che emerge dalle statistiche e che ci fa ben sperare nel prossimo futuro, è rappresentato dalla qualità dei nostri laureati: a livello internazionale infatti i nostri studenti risultano davvero brillanti e molto preparati.

Le “eccellenze” del mondo anglosassone regnano ancora sovrane, ma le nostre università riescono ancora a garantire un livello di preparazione elevato: bisogna continuare ad investire sulla ricerca perché l’ingegno italiano non teme confronti!