I maker? Sono gli «artigiani digitali» della quarta rivoluzione industriale

Stiamo per affrontare un cambiamento radicale che trasformerà il vecchio modello di artigianato

Quella che da più parti è ormai definita come la quarta rivoluzione industriale, si concentra oggi sulle potenzialità dell’Internet of Things, ossia la possibilità di mettere in contatto gli oggetti attraverso la rete, con l’obiettivo di semplificare la vita, mettendo a disposizione tutta una serie di informazioni che prima non avevamo, perché la tecnologia non è solo ciò che ci permette di fare nuovi prodotti e nuovi servizi, ma è soprattutto uno strumento per cambiare la vita delle persone.

Detto questo, dobbiamo però modificare il nostro approccio alla tecnologia, per comprendere al meglio il salto tecnologico che stiamo per affrontare. Va innanzitutto sottolineato, come ci ricorda Riccardo Luna, che “la tecnologia è un mezzo, non un fine. Sono le persone che danno un senso alla tecnologia”.

Bisogna poi aggiungere che il paradigma tecnologico è diverso, rispetto a quello che abbiamo vissuto qualche decennio fa, quando per aumentare la produttività è bastato sostituire il lavoro manuale dell’uomo con quello delle macchine.

Oggi invece la digitalizzazione produce effetti solo se dall’altra parte c’è “saper fare”. I maker non sono altro che degli artigiani moderni, o meglio degli artigiani digitali.

Per produrre e utilizzare una stampante 3D, ad esempio, è necessario avere delle competenze specifiche. I Fab Lab rappresentano in questo delle “palestre” su cui la nuova generazione può costruire questa rivoluzione digitale.

ADS Assembly Data System, ha colto la rivoluzione in atto e ha avviato una collaborazione virtuosa tra realtà aziendale e università, con la nascita di ben quattro IoT Labs dislocati sul territorio nazionale.

L’obiettivo è quello di generare una connessione tra i giovani – portatori di curiosità e innovazione sul mercato – e l’esperienza dei professionisti ADS Group, per creare insieme servizi ad alto valore aggiunto che possano essere cross-industry.

Il cuore della produzione, per tornare al nostro tema, rimarrà però sempre la cara vecchia fabbrica, in cui avverrà un cambiamento radicale. Gli artigiani avranno sì un ruolo preminente, ma sarà necessaria una trasformazione in chiave moderna del loro lavoro, che li porterà ad assumere le sembianze di artigiani digitali.

Quella dei maker e degli artigiani digitali, secondo Stefano Micelli, non è altro che l’Internet delle persone. Con l’artigianato digitale cambia il processo di vendita e l’approccio al cliente. E questa è forse la sfida più grande, per un Paese che ha sempre saputo produrre, ma ha sempre fatto fatica a vendere.