L’Internet of Things sta per rivoluzionare il nostro mondo: scopriamo di cosa si tratta

02.11.2015

L’Internet delle cose è uno degli argomenti più discussi del momento: navigando sul Web vi sarà capitato quasi sicuramente di imbattervi nell’IoT. Capiamo allora insieme cos’è e come impatterà sulla vita di tutti noi.

L’Internet of Things è l’espressione usata per definire la connessione di dispositivi, diversi dai computer, attraverso Internet, come ad esempio, auto, elettrodomestici, climatizzatori, parti dell’arredamento, lampadine, ecc… In pratica tutto ciò che possiede al suo interno un software in grado si scambiare dati con altri oggetti connessi.

In Rete teoricamente è possibile collegare ogni cosa, anche piante o animali: servono solamente un indirizzo IP che permette di identificare l’oggetto in modo univoco e la capacità di scambiare dati autonomamente, senza il nostro intervento.

Magari vi starete chiedendo: sì ok, ma a noi cosa porterà l’IoT?

L’obiettivo degli studiosi è quello di semplificarci la vita, mettendo a disposizione tutta una serie di informazioni che prima non avevamo.

Immaginatevi di abitare in una Smart Home, o casa intelligente, che sa esattamente quando state per rientrare a casa: autonomamente, ad esempio, farà partire i riscaldamenti, accenderà il forno, vi aprirà il cancello quando riconoscerà la vostra auto nel vialetto, sintonizzerà la Tv sul vostro canale preferito e molto altro.

Oppure provate ad ipotizzare di viaggiare su una Smart Road, in grado di dialogare con le altre auto, con i semafori e con la segnaletica al fine di ottimizzare i flussi di traffico, ridurre l’inquinamento e i tempi di percorrenza.

A oggi, secondo Gartner, gli oggetti connessi sono circa 5 miliardi e diventeranno 25 entro il 2020. Non possiamo certo dire di essere in una fase preliminare…

Il principale problema legato all’Internet of Things, per noi utenti comuni, riguarda la tutela della privacy e il corretto utilizzo dei dati.

Vivere in un mondo di sensori, misuratori e oggetti di uso quotidiano in grado di raccogliere e scambiare informazioni su come vengono utilizzati, sulle nostre abitudini e sul nostro stato di salute ci espone al rischio di perdere il controllo di ciò che condividiamo sulla Rete.
Un hacker potrebbe violare i nostri sistemi di protezione e accedere liberamente ad una quantità infinita di dati sensibili. Le conseguenze catastrofiche di tutto ciò non sono nemmeno immaginabili: o meglio il solo pensiero potrebbe provocare in noi il caos.
I problemi dunque ci sono. Ciò che manca, al contrario, è un quadro normativo che stabilisca con chiarezza la titolarità delle informazioni raccolte dalle “things” e trasmesse su “Internet” e i diritti e i doveri di tutte le parte coinvolte.

Se ad esempio un auto senza conducente, dovesse investire un pedone sulle strisce, di chi sarebbe la colpa? Del proprietario del mezzo, dello sviluppatore del software, o di un terzo soggetto?

Stiamo per entrare in una fase avanzata di sviluppo dell’IoT, ma i nodi da sciogliere sembrano ancora molti.