Monthly Archives: maggio 2016

Lasciate stare gli hacker!

Sono loro i veri eroi della rivoluzione digitale

Oggi si parla tanto di startup, makers e Internet e ci si scorda il contributo che a questi fenomeni hanno dato gli hacker di tutto il mondo.

Hacker, ci racconta Steven Levy, il primo a riscostruire una storia sistematica dell’hacking e dei suoi protagonisti, è chi nel mondo dell’informatica preferisce l’autorevolezza all’autorità, la competenza alle gerarchie, la creatività ai compiti ripetitivi, ma soprattutto chi crede che l’accesso all’informazione e ai computer siano un valore da diffondere e difendere.

Storicamente la cultura hacker è emersa in rapporto all’uso creativo delle macchine informatiche e le sue origini possono essere rintracciate nei dormitori del Massachussets Insititute of Technology a cavallo degli anni sessanta, quando un gruppo di ragazzi che si divertiva a giocare con i trenini elettrici decise che era più divertente farlo coi computer e coniò il termine hacker, per indicare quelli che con un “hack”, una furbata, facevano funzionare meglio software, relais e telefoni.

Da allora la cultura hacker si è espressa come un orientamento a vivere giocosamente il rapporto con macchine, fili elettrici e computer.

L’attitudine hacker si è concentrata nella creazione di hardware e software semplici, usabili, economici e versatili, per facilitare la creazione di reti di macchine e di persone.

In quasi mezzo secolo gli hacker ci hanno consegnato strumenti potenti per fare meglio e più velocemente quello che ogni tappa della rivoluzione tecnologica ci offriva.

La cultura hacker è diventata una metafora organizzativa dell’industria moderna intesa come sistema connesso, aperto e decentrato.

Ma, anche se non ce ne accorgiamo più, l’influenza di questa cultura sta soprattutto nel metodo applicato alla risoluzione dei problemi, un metodo basato sul libero scambio di informazioni, la libera condivisione di idee e risultati, il libero utilizzo del patrimonio di conoscenze comuni.

 

 

Cerchi lavoro? Ti aiuta Twitter con JobFair

Il social network, ha deciso che il 19 maggio 2016 sarà una giornata dedicata interamente al lavoro.

Parteciperà anche ADS – Assembly Data System a JobFair, l’iniziativa che verrà lanciata domani da Twitter per mettere in contatto le aziende che ricercano personale con chi cerca lavoro.

Si tratta di un evento interessante e al tempo stesso rivoluzionario, che potrà essere seguito con l’hashtag specifico: #JobFair.

Come partecipare?

Le aziende sono invitate a inserire nei Tweet, oltre all’hashtag dell’evento, anche il settore di pertinenza (es. #Marketing, #Artigianato o #Finanza) e/o il luogo/località di lavoro (es. #Milano, #Roma o #NordItalia) per rendere più facile «il match».

I candidati, dal canto loro, potranno scrivere un breve Curriculum di soli 140 caratteri, inserendo i propri punti di forza e il settore di interesse. Qualora l’azienda fosse interessata alle caratteristiche del candidato, a quest’ultimo verrebbe inviata la richiesta di colloquio.

Twitter, in tema lavoro, è già iper attivo. Aveva già fatto notizia il fatto che sul social girassero dei mini cv di 140 caratteri, utilissimi per le imprese che, sempre più, fanno recruitment, attraverso il web (vedi qualche esempio nella gallery) o comunque il web è diventato il mezzo per avere più informazioni sul candidato. E così la social reputation, la reputazione che un utente si costruisce sul web, sta diventando determinate. Sapersi muovere bene in Rete è fondamentale e questo appuntamento del 19 maggio ne è una riprova.

Accordo con il PoliBa: nasce il secondo IoT Lab targato ADS Group

Roma, 12/05/2016

Favorire il trasferimento tecnologico e la valorizzazione delle attività di ricerca e innovazione in ambito Internet of Things tramite la collaborazione virtuosa tra sistema universitario, aziende e territorio: sono gli obiettivi dell’accordo siglato tra ADS Group – gruppo di aziende specializzate in Soluzioni per l’ICT, infrastrutture e tecnologie di rete- e il Politecnico di Bari. Frutto di questa convenzione quadro è IoT Lab, il secondo incubatore tech nato in Italia dalla sinergia tra il Gruppo ADS e il mondo accademico. Il Lab pioniere si trova a Roma, tra le aule di Ingegneria Elettronica dell’università La Sapienza.

L’accordo ha una durata triennale e prevede la fornitura da parte del Gruppo ADS di tecnologie e attrezzature che il Dipartimento di Ingegneria Elettrica e dell’Informazione del PoliBa adotterà per realizzare programmi di formazione, attività di tesi, ricerca e sviluppo.

Per sviluppare i progetti in cantiere, gli IoT Labs sperimenteranno le nuove tecnologie abilitanti per la connessione degli oggetti: reti a bassi consumi ed ampio raggio, note sotto l’acronimo di Low Power Wide Area (LPWA) (le più note sono SIGFOX e LoRa), caratterizzate da basse velocità, scambio di poche decine o centinaia di bit e durata delle batterie anche maggiori di 10 anni.

ADS Group, tramite questi accordi, punta a creare un matching tra attività di ricerca in ambito accademico e spinta innovativa del sistema produttivo. Secondo Michael Prisco, direttore R&D del Gruppo ADS e responsabile scientifico per la Società del progetto IoT Lab, il rischio che si vuole evitare è che “la ricerca accademica rimanga troppo astratta e la parte industriale, lavorando day by day, perda invece la necessaria visione prospettica”. La collaborazione virtuosa tra realtà aziendale e università è orientata quindi a generare una connessione tra i giovani – portatori di curiosità e innovazione sul mercato – e l’esperienza dei professionisti ADS Group, per creare insieme servizi ad alto valore aggiunto che possano essere cross-industry.

Dalla Smart City, alla Smart Home, alla Smart Factory, gli ambiti applicativi delle tecnologie IoT sono potenzialmente illimitati. Per Pietro Biscu, CEO di ADS Group, questa collaborazione è importante in quanto “si inserisce perfettamente nella strategia di sviluppo prevista dal piano industriale per il prossimo quinquennio e che vede proprio nell’IOT il primo dei pilastri per la crescita del Gruppo”.

 

<b>Seminario IoT</b>

Seminario IoT

01/06/2016 – Ore 16.00
Aula P3
Dipartimenti di Informatica

ADS – Assembly Data System ha incontrato gli studenti dell’Università degli Studi di Salerno, provenienti dalla facoltà di Informatica.

I nostri professionisti ADS hanno tenuto una presentazione aziendale, in cui sono stati esposti i percorsi di crescita e inserimento in ADS, a cui è seguito un seminario accademico sull’Internet of Things.

Guarda la locandina e scopri tutti i dettagli dell’evento.

#JumpOnADS

Le Tlc sono il lavoro ideale per i giovani

Tre giovani su cinque sceglierebbero con convinzione una possibile carriera nelle telecomunicazioni.

È quanto emerge da un’indagine di VueTel Italia, presentata alla Facoltà di Economia dell’Università La Sapienza di Roma, che ha coinvolto un campione di 400 studenti.

Cina e India sono i paesi che si ritengono a maggiore potenziale di crescita per le telecomunicazioni. Non viene comunque a mancare la fiducia nei confronti dell’Italia. La maggior parte dei giovani intervistati crede infatti che il nostro Paese possa ricoprire un ruolo sempre più importante nel panorama delle Tlc a livello internazionale.

Il mondo delle Telco, in una fase di grande crescita e cambiamento, esercita un forte appeal sui giovani, che si affacciano al mondo del lavoro: il motivo principale consiste nel fatto che si tratta di un settore fortemente competitivo che richiede lo sviluppo continuo di competenze, strumenti e processi di analisi e gestione di dati.

Gli ambiti di maggiore interesse risultano essere il commerciale ed il marketing, considerati una vera vocazione per il 57,81% degli studenti della facoltà. Uno su quattro lavorerebbe volentieri anche in ambito tecnologico nell’area Research & Development (23,83%), mentre meno attrattiva sembra esercitare una carriera nelle risorse umane (18,36%).

LE SKILLS. Interessante è anche la valutazione delle cosiddette soft skills, ovvero le caratteristiche personali giudicate più influenti per lavorare nel settore. Il 38,82% degli studenti ritiene che, più di tutto, sia rilevante un elevato grado di intraprendenza. Completano il profilo del “perfetto esperto di telecomunicazioni” una buona attitudine al problem solving (33,20%) ed una forte determinazione (19,14%). Considerata solo di secondaria importanza, invece, l’autonomia (8,98%).

DIFFERENZE DI GENERE. I dati rivelano, infatti, che il 64,22% delle studentesse intervistate ritiene che lavorare nelle telecomunicazioni sia un’opportunità da cogliere, mentre il 4,59% ha sempre considerato il settore come il proprio naturale sbocco professionale. Dall’altra parte, tra gli studenti maschi è il 54,82% a ritenere che il settore sia interessante per lavorarci a cui si aggiunge un 7,53% che ha sempre pensato di costruire la propria carriera nelle telecomunicazioni.

Infine, si rilevano discrepanze anche nella scelta delle aree professionali. Entrambi i sessi mostrano una spiccata preferenza per il marketing, ma se i ragazzi mettono al secondo posto l’ambito dello sviluppo tecnologico, le ragazze privilegiano la gestione delle risorse umane.

I requisiti che le persone devono avere per avere successo in questo settore sono soprattutto il coraggio e la volontà di operare in ambienti fortemente dinamici ed in continua evoluzione.

Il nostro programma di recruitment e inserimento professionale rappresenta per i giovani il punto di partenza ideale per inserirsi nel mondo delle Tlc: ADSLab offre infatti ai ragazzi la possibilità di essere formati e confrontarsi con i professionisti del settore ed avviare la propria carriera in un mercato in continua evoluzione che offre innumerevoli opportunità di sviluppo.

ADSLab è un ponte che permette ai ragazzi di ricevere una formazione mirata direttamente dagli specialisti, con cui lavoreranno una volta entrati in azienda.

Scopri il nostro progetto: non rimarrai deluso!

#JumpOnADS