Monthly Archives: ottobre 2015

Cambia il mondo del lavoro ICT: la metamorfosi parte proprio dalle stesse tecnologie che lo plasmano!

14.10.15

L’avvento delle nuove tecnologie digitali sta rivoluzionando il mondo del lavoro. Questo è ormai un fatto certo e assodato. C’è però un aspetto sul quale, a nostro avviso, ci si sofferma ben poco: stiamo parlando della trasformazione delle professioni e del lavoro in ambito ICT.

Premettiamo che le sfumature e gli elementi di complessità in questo settore sono molteplici, ma sarebbe un errore grossolano non analizzare da vicino i profondi cambiamenti in atto nel mondo ICT, dovuti all’impatto delle stesse tecnologie che lo plasmano e lo caratterizzano.

Probabilmente siamo di fronte ad una trasformazione meno evidente, rispetto a quello che sta accadendo nel panorama globale del mercato del lavoro e di conseguenza questo aspetto viene generalmente messo da parte dai mass media.

Al General Meeting del Cefriel, tenutosi alcuni giorni fa al Politecnico di Milano, il CTO di Airbus ha messo in evidenza che oggi la Rete consente a singoli utenti o a piccoli team di operare in piena autonomia, anche su progetti molto complessi come la realizzazione di un aeroplano. Questo perché il Web è un aggregato di conoscenze, professioni, competenze e passioni, che consentono anche di lavorare insieme al di fuori di imprese o categorie professionali.

L’Open Source è sicuramente un esempio appropriato per descrivere l’idea di collaborazione in Rete: il concetto, che sta alla base di questo vero e proprio movimento, è che il software è un bene comune e condiviso e chiunque deve essere libero di apportare le proprie idee e le proprie modifiche, per la crescita e lo sviluppo comune. Il  successo di Wikipedia incarna proprio la filosofia e il modello dell’Open Source.

Un ulteriore aspetto che sta rivoluzionando le professioni e i servizi del mondo ICT è quello che coinvolge gli ecosistemi digitali, le app e le API Economy.

Non esistono più infatti applicazioni software “chiuse”, bensì le app oggi nascono dall’unione (il cosiddetto “mashup”) di una moltitudine di servizi di back-end (le API).

Una stessa app sfrutta quindi API create da soggetti diversi. Inoltre le nuove app si caratterizzano per svolgere poche funzioni mirate (spesso realizzate da singoli programmatori) e la loro aggregazione dà vita a nuovi software in grado di rimpiazzare in breve tempo le applicazioni di un tempo.

Tutto questo cambia radicalmente il modo con il quale si concepiscono, sviluppano e “vendono” i prodotti software. Di conseguenza cambiano i modelli di business e questo non può che ricadere sull’intera struttura del mercato ICT.

Anche il concetto stesso di impresa viene messo in discussione: perché se le persone lavorano, si aggregano e realizzano prodotti in Rete, molto spesso anche per passione e gratuitamente, ha ancora senso parlare di impresa nella sua accezione classica?

È un tema a nostro avviso molto complesso, sul quale occorre riflettere. Dobbiamo certamente cogliere le opportunità straordinarie offerte dal Web. Tuttavia, dobbiamo anche prestare la massima attenzione alle distorsioni che rischiano di mettere in pericolo e danneggiare risorse e competenze umane fondamentali per lo sviluppo del nostro Paese.

In Italia è partita la caccia agli Ingegneri!

09.10.2015

Oggi parlare di lavoro “garantito”, in particolare nel nostro Paese, sembra un’eresia. Eppure per chi intraprende studi di carattere informatico-ingegneristico il lavoro non è una chimera.

Riuscire a fermare in tempi rapidi l’emorragia occupazione che affligge l’Italia non sarà un’operazione semplice e immediata. Tra riforme del lavoro, disegni di legge e politiche europee la strada sembra davvero lunga e tortuosa.

C’è chi però in questo periodo di difficoltà ha la soluzione a portata di mano: si tratta degli iscritti alle Facoltà di Ingegneria. Sì, perché almeno a giudicare dalle statistiche, gli ingegneri sono la categoria meno afflitta dalla penuria di impieghi.

“Il dato vale in Italia come in tutta Europa e non solo nell’ambito delle Tecnologie dell’informazione e della comunicazione ma anche per settori più tradizionali come quello manifatturiero o dell’energia”, spiega il professor Marco Taisch, docente di Sistemi di produzione automatizzati e tecnologie industriali al Politecnico di Milano. “Non riusciamo a soddisfare la domanda di offerta di lavoro quindi studiare ingegneria in questo momento è un investimento senza rischio: significa avere un lavoro sostanzialmente garantito”.

Nei prossimi anni avremo una situazione che al momento appare paradossale: ci sarà una richiesta così alta di Ingegneri che ci troveremo ad avere carenza di profili ICT rispetto alle capacità del mercato.

Il ritardo odierno potrebbe però trasformarsi in una risorsa per il futuro, perché il trend delle iscrizioni è tornato a crescere. Gli studenti stanno iniziando a capire come si muoverà il mercato del lavoro nei prossimi anni e si stanno orientando sempre più verso le Facoltà di Ingegneria, che al momento rappresentano davvero un’ancora sicura alla quale aggrapparsi, per non essere trascinati dalla “tempesta della disoccupazione”.

Questa tendenza è stata riscontrata anche oltre i confini nazionali. Secondo le indagini di Modis Italia i profili più ricercati in USA e UK sono infatti quelli di Software Engineer e Web Developer, così come in Asia dove la fanno da padroni gli Sviluppatori Mobile, gli Specialisti di Cybersicurezza e i Cloud Architects.

Di lavoro dunque sembra essercene in abbondanza, basta “solo” essere Ingegneri.

Il mercato del lavoro riparte dall’IT

07.10.2015

In Italia e nel Mondo il campo dell’Information Technology dà un’ulteriore conferma dell’ottimo “stato di salute” dei mesi precedenti e si conferma al primo posto nella classifica dei settori con più offerte di lavoro.

Il mese di settembre propone un quadro interessante per il mercato del lavoro e conferma il trend positivo di agosto, che aveva evidenziato un boom di offerte con una crescita del 56% rispetto a luglio.

A rivelarlo è Face4job, società che è stata fondata nel 2013 dall’intuizione di Alessio Romeo e che mette a disposizione un’unica piattaforma innovativa e interattiva, dove si incontrano domanda e offerta di lavoro.

L’azienda è in grado di mappare e classificare gli annunci di lavoro e le vacancies direttamente pubblicate nei portali delle aziende di tutto il mondo. Il lavoro c’è! Bisogna capire dove cercarlo e soprattutto come gestirlo nella maniera giusta.

Dai dati raccolti, emerge un chiaro segnale: l’IT si conferma prima in classifica anche per il mese di settembre coprendo il 20,88% del mercato italiano. In seconda posizione ci sono le posizioni legate alla divisione Consulenza e Libera professione, con un’offerta pari al 14,44%.  A seguire la richiesta della categoria Commerciale Vendite, pari a 11,21%.

Un altro dato positivo e sicuramente incoraggiante per i giovani del nostro paese, è quello che attiene ai Neolaureati con una richiesta dell’11,12%.

Alessio Romeo, Ceo di Face4Job, commenta così le statistiche: “Questi dati sono un ulteriore conferma che c’è un mercato del lavoro in grado di rivitalizzare l’economia del nostro Paese. Ma va alimentato con scelte innovative e coraggiose, soprattutto con l’aiuto della rete, per uscire dagli schemi e puntare a una nuova cultura del lavoro. E’ necessario un cambiamento radicale nella formazione e nell’orientamento oltre a nuove dinamiche nella relazione domanda – offerta. Abbiamo idee precise. Ci stiamo lavorando. Face4Job sarà in prima linea”.

Un ultimo aspetto che va sottilenato è il fatto che le aziende si affidano sempre più frequentemente alla Rete per selezionare figure professionali, anche per posizioni specializzate e di alto livello. Questo tipo di selezione dei candidati rappresenta ancora una percentuale esigua, ma il trend è chiaramente in crescita.

Il consiglio che vogliamo darvi dunque è di curare con attenzione i vostri profili social e monitorare costantemente il web, perché le aziende si stanno digitalizzando!